MAKE
$some_country_we_despiseGREAT AGAIN!— Donald Trump
Oh ma siamo già a 50 articoli!
E allora benvenuto nel cinquantesimo post di questa mia avventura, o affezionatissimo lettore!

Che succede intorno a noi
E mentre noi festeggiamo, che fanno gli altri?
- Negli Stati Uniti a novembre sono pianificate le elezioni midterm.
- La previsione è che Trump si prenda un ceffone in faccia.
- Serve un diversivo. Venezuela.
- Neanche un mese e del Venezuela se ne sono dimenticati tutti.
- Cuba? Naa, troppo piccola. Portatemi un attimo il mappamondo…
- Queste cose vastase si fanno nel fine settimana, a borsa chiusa.
- Purtroppo questo mese il 7, 14, 21 e 28 sono dei sabati.
- Prima ho spurgato gli scarichi dei lavandini e ho toccato cose che voi non volete sapere.
- Poi c’è l’amica mia che si fa consigliare come investire dal suo fisioterapista.
- E poi c’è pure Sanremo.
Con tutte queste disgrazie: ma chi ce lo fa fare? Io un po’ mi sono stufato, sai?
No, è che ormai ogni post lo devo per forza nominare. Mi infastidisce molto dedicare la mia attenzione a simili scarti del pool genetico.
Basta caro mio. Freno a mano, derapatona a 180 gradi: facciamo un post come si deve. Io me lo merito e tu te lo meriti.
Dalla biblioteca a Froome
Ho iniziato (sempre dietro consiglio della mia compagna) questo libro: “Atomic Habits - Piccole abitudini per grandi cambiamenti”, di James Clear.
Lei mi ha convinto a leggerlo facendomi vedere quest’immagine:

Se migliori anche poco ogni giorno, l’interesse composto ti rende un supereroe.
Se invece peggiori un poco ogni giorno, c’è ancora speranza: non vai sottozero e puoi rimetterti in piedi.
Nel libro, giusto nel primo capitolo, racconta anche del ciclismo inglese. Ha fatto sempre cagare, ma poi è arrivato Chris Froome e ha vinto tutto. Oh diamine, ma come è possibile? La perfida Albione, con il suo clima di merda?
Spoiler: non è Chris Froome che è arrivato, ma un allenatore che si è concentrato nel migliorare qualcosa ogni giorno. Cercando su internet Froome trovo invece solo storie di lui che pedala anche di notte. Beato il mondo che non ha bisogno di supereroi.
Insomma, lettura consigliata. Fa specie pensare all’interesse composto per migliorare sè stessi.
Paul Krugman, USA contro UE
Una lettura breve ma illuminante è questo post di Paul Krugman: Europe v. America: Who’s Really Winning?
Sappiamo che gli USA hanno un PIL mostruoso, eppure sappiamo anche che non vivono tremendamente meglio di noialtri, fatti i giusti paragoni. La butto lì: probabilmente svizzeri e monegaschi gli pisciano anche un po’ in testa (anche a noi, eh).
Beh, l’esempio (teorico per carità) che Krugman fa nel suo articolo illustra in maniera stupefacente come mai a una crescita vertiginosa del PIL non necessariamente corrisponde una crescita vertiginosa del benessere a partità di potere di acquisto.
Il PIL come misura è una semplificazione assurda, e come tale andrebbe trattata.
Chiamatemi prof
L’ultima novità e poi chiudo: non so bene come sono rimasto incastrato (e in verità mi fa anche piacere), ma farò qualche lezione ad Ancona sulle batterie (e su come non usarle).
Finalmente il mondo (almeno quello intorno a me, mi auguro) smetterà di confondere kW e kWh!
Magari dopo il corso mi lancio e facciamo qualche aperitivo per parlare di finanza personale. Magari no. Vediamo.
Un abbraccio pensoso,
/PsB