Oggi sono andato su al Nord a trovare i miei. Nelle Marche dicono di essere al Nord. Io però vengo da sopra il Po.
A me guidare piace anche, ma sulle curve delle colline. L’autostrada mi provoca fastidio. Mi fanno un grumo di catrame nel cuore i cumenda sui SUV tedeschi: con una mano fanno sexting con la bionda rifatta, con l’altra fumano la Camel Light, e con l’altra ti sfanalano da 10 km indietro.
Però quando devono superare un camion inchiodano perché hanno paura di finire sotto al camion. Maledetti siate.
Per andare su al Nord devo fare tutta la pianura in autostrada. A Bologna ci lascio la cristianità. A Piacenza c’è la chicane. Alessandria è una sbavatura nel warp.
Capirai che stamattina io non stessi vedendo il mondo con gli occhiali rosa: doveva venire anche mio figlio e bisognava ancora fare la valigia.
La mia valigia: mutande, calze, pantaloni, polo, pigiama, spazzolino e dentifricio. Stava tutto nel beauty case.
La sua valigia (dalla mamma): tre volte quanto sopra più maglie, giacca, cappello, borraccia, giochi… nonostante le mie lamentele (macosavuoichesucceda, madaiperfavore, mapoidevoportarmeloio, matantotustaiquaenonfaiuncazzo).
“Ma cosa vuoi che succeda.”

Prima di Bologna si addormenta. Ottimo, mi metto su un po’ di musica. Pianifico di approfittarne e fare una tirata unica senza fermarmi a pranzo.
Dopo Modena si sveglia. Non me ne accorgo subito.
E si sveglia e vomita. Vomita la colazione, la cena, il pranzo e la colazione del giorno prima. Una scena dell’Esorcista nello specchietto retrovisore che mi lascia sbacalito.
Mi fermo alla prima occasione possibile, consumo ettari di foresta amazzonica in fazzoletti monouso, e aiuto il pargolo amato a cambiarsi en plein air. Egli due giorni fa aveva dichiarato di avere mal di pancia. Forse c’è correlazione.
Vabbè, niente tirata unica. Pranzo in Autogrill, due paste e acqua 20 euro (che vi siano utili in medicine, ladri).
— Hai male di pancia?
— No
— Ti senti premere la gola?
— No
— Devi fare la pipì?
— No
— La cacca?
— Uffa no papà dai basta!
— Vabbè, ripartiamo allora.
Ad Alessandria si caga addosso. Io muoio, dentro e fuori.
Muoio fuori perché mi collassano i polmoni dal tanfo.
Muoio dentro perché aveva ragione la mia carissima amatissima compagna yuhu <3. Dannazione.
Adesso siamo a letto. Lui dorme e io scrivo. Lui ha solo più un cambio e io ho la maschera antigas, perché lui dorme e scorreggia.
Aveva ragione lei.
Caro mio: fattelo ‘sto fondo di emergenza. La vita non aspetta altro che vomitarti addosso, e poi cagarti nel coppino. E lo farà nel momento più sconveniente, per pura Legge di Murphy.
- Hai un mutuo casa? Accantona un anno di rate.
- Hai una macchina? Accantona la cifra del tagliando con cinghia di distribuzione.
- Hai un bambino? Porta le traversine in auto.
Ancora una cosa e chiudo.
Saper gestire il rischio e avere sempre un piano B è fondamentale anche a lavoro.
Quando a lavoro mi è andato tutto male, è stato perché non c’era un piano B, e il piano A era velleitario. Con il senno di poi siamo tutti bravi, però lo scrivo e lo sottoscrivo: specialmente se fai software, è criminale non avere un piano B pronto. Che sia un software precedente, o che sia una versione meno elegante.
E se sono i risparmi di una vita quelli che hai investito in 100% azionario, è altrettanto criminale non proteggerli con un robusto fondo di emergenza.
Un caro abbraccio,
/PsB