Ho portato del vino a lavoro, per festeggiare. Non capitano spesso occasioni per portare vino a lavoro. Questa secondo me meritava.
Ho portato un Barbera e un Cortese (vini veri delle Langhe) per farglieli assaggiare. Ho portato anche il cavatappi, si capisce.
Bene.
Ho dimenticato là il cavatappi.
E stasera che c’era carne ero tutto genato: e mò come la stappo la bottiglia di Barbera che mi rimane? Finirò mica il sabato sobrio? Triste, solitario y final.
E INVECE NO.
Un lampo di genio squarcia le tenebre dell’astemio: Valentina ha portato da su una cassetta con le cose di mio figlio. Dentro quella cassetta c’è anche il regalo del nonno spagnolo a un bambino di 4 anni: un coltellino, per affrontare la vita di taglio.
— E ma che cazzo c’entra?
Giustamente mi chiedi tu.
Un coltellino svizzero. Di quelli che hanno la motosega. La forbice. Le pinzette. Lo stuzzicadenti.
E il cavatappi!
Al modico prezzo di iscriverlo a scuola di tennis, mio figlio mi lascia usare il suo squartapersone e io posso aprire la bottiglia in santa pace.
Durante la cena sono di buonumore, e lui pure. Fa un sacco di teatro. Io gli dico che lo manderei volentieri a teatro a fare il comico.
— Papi, ma cos’è il comico?
A teatro un attore comico fa ridere, figlio mio. Un attore drammatico fa piangere.
— Voglio fare drammatico!
E si butta giù dalla seggiola fingendo di morire. Ridacchio solo io, lei è troppo impegnata a fumare dalle orecchie.
— Ma sai che come comico saresti bravissimo? Fai dei grandi tormentoni!
— Cos’è il tormentone, papi?
— Eh, beh, vediamo. Che ore sono?
Guarda l’orologio, lei gli dice che sono le nove.
— LE NOVEEEEE!
— Ah bene grazie, allora mi rimetto a mangiare scusa. Senti, ma mi sai mica dire che ore sono?
— LE NOVEEEEE!
— Ooooochei, come non detto. Mi serve perché poi ho un appuntamento importante. Dimmi ancora: che ore sono?
E si mette a ridere di gusto, e mi risponde.
— LE NOVE PAPIII!
— Ecco, me lo segno, che poi devo far saltare in aria la scuola.
(Sì, ho detto la prima castroneria che mi è passata per la testa. Sì, probabilmente devo farmi vedere.)
Lui ride sempre di più, lei mica tanto.
— Ecco cosa è un tormentone. All’inizio non è divertente, poi diventa divertente ripetuta tante volte.
E lui si butta per terra sghignazzando e gridando:
— DRAMMATICO!
Beh, penso che l’abbia capita.
E tu?
Ripeti ancora il tuo PAC in VWCE, e ridi? O stai esitando perché il vecchiardo aranciotinto si è cacciato in un bel guaio?
Io ti dirò: probabilmente è arrivato il momento di ribilanciare, perché mi sembra che l’oro sia schizzato in alto di brutto. Solo che su Directa non ho ancora mai venduto. Fammelo fare e vedo se ne nasce materiale per il prossimo post.
Sono le nove.
Passate, ma da un pezzo. Io vado a dormire.
Un abbraccio,
/PsB