Un carissimo collega ci aveva invitati alla sua festa di compleanno sulle colline di Firenze. Un posto meraviglioso.

Suo fratello quella volta ci ha proprio bastonati a sangue.

Il caro Vittò da Firenze è stato un mio valido collega (ahilui emigrato in Baviera). Non credo che abbia bisogno di lavorare, gli basterebbe vendere un metro quadro di terra del suo giardino per campare cent’anni. Però lavora e sgobba e fatica, caratteristica che me l’ha reso simpatico.

Come accade a tutti prima o poi (e in mancanza di alternative realmente valide) gli è toccato fare una festa di compleanno. Ci ha invitati da lui a Firenze. Ci sono andato senza pensarci due volte.

Uno spritz per iniziare le danze, una bisteccona come piatto forte, vinello, tortella, spumantello e voilà, nessuno più si regge in piedi. Ci ritroviamo tutti sul prato a abbioccarci.

Là sul prato il perfido fratello ci sfodera la sciabola: “un ingegnere che si accontenta di fare il dipendente è un imbecille”.
Eravamo tutti ingegneri, tutti dipendenti della stessa azienda, e c’era anche l’amministratore delegato (dottore in ingegneria).

Quel pomeriggio è stata forte la perturbazione nella Forza.

Il suo punto era: in quanto ingegneri eravamo personalità ricercate nel mondo del lavoro. Non dovremmo quindi limitarci a coltivare il nostro orticello comodo in un’azienda, perché l’azienda deve creare il massimo valore possibile per gli investitori, non per i lavoratori. Al contrario, avremmo dovuto gettare l’amministratore delegato giù dalla rupe, combattere nell’arena del libero mercato e trovare così il nostro successo.

impiegato butta il ceo giù dalla rupe

Credo che l’amministratore delegato abbia giudicato quel discorso un filino manicheo. Ci sta.

Lì chiusa si è la cosa, senza altri strappi nella Forza. Ma oggi, l’argomento riaprire, io faccio.

L’orticello Shaolin

Che poi sarebbe la comfort zone, quell’angolino di mondo dove tu sei il più bravo e gli altri vengono da te per ammirare le tue rose. Nessuna rosa è senza spine, sia mai, però tu dopo anni hai le rose più cazzute. Il tuo vicino di scrivania no.

Però il tuo vicino di scrivania fa altro, e le sue rose sono di colore diverso. Magari in quel momento si vendono meglio.

Quando passi anni nella stessa posizione e migliori anno dopo anno, arrivi a fare queste cose meravigliose:

https://www.youtube.com/watch?v=vHstK1TlVxo

Il resto del mondo dice: “Ah ma che bravo!”, poi accende il motoscafo e alè, ciao monaco.

Forse ‘sto orticello shaolin è un po’ una fregatura:

  • anno dopo anno i miglioramenti sono sempre più marginali
  • passi da essere giovane (paga poca perché fai esperienza) a essere vecchio (troppa esperienza, non lo prendiamo altrimenti dobbiamo pagarlo tanto) prima che tu possa rendertene conto
  • ti arrivano i progetti che sai fare, non quelli che non sai fare (che barba, che noia, che noia, che barba)
  • l’erba del vicino è sempre più verde

La mia esperienza recente

Io sono l’ultimo dei pirla, ma siccome sono io che scrivo e tu che leggi immagino che ti interessi la mia esperienza.

Ho mollato l’azienda solida_con_ottime_prospettive_di_crescita (dell’azienda, non mie) dove avevo il mio orticello. Già che c’ero ho anche cambiato regione e paesaggio.

La nuova azienda è meno solida (molto meno). I clienti sono pochi e tutti abbienti. Le condizioni perfette per una navigazione burrascosa. Sono finito nell’arena e lotto.

Bene: ho capito di avere una propensione al rischio molto alta. Queste situazioni mi piacciono e mi stimolano. Mi piace parlare con i clienti, lavorare con loro, scoprire i problemi e cercare di risolverli (se è il mio ambito) o chiedere aiuto per risolverli.

Mi piace fare, e quando sento l’odore del sangue faccio molto meglio. Giù dalla rupe!

Concludo e a letto

Tu probabilmente hai un’idea diversa e preferisci una vita tranquilla da dipendente di una grande azienda. Lo rispetto, e penso che quasi tutti siano d’accordo. Tutti vogliono stare tranquilli. Quasi.

Alla fine è questo il profilo di rischio: chi sta stretto nel suo orto probabilmente investe a muso duro in azionario. Chi invece vuole la vita tranquilla la vuole anche per i suoi risparmi (li chiama risparmi, non investimenti) e mette tutto su immobili e obbligazioni. Anche in oro (sbagliando).

In questi giorni in cui il petrolio sta finendo (sarebbe ora!, dico io) continuo a stare sull’azionario, perché mi sembra addirittura più giusto.

Un caro abbraccio,

/PsB