Mala tempora currunt, caro mio.

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La mancanza di responsabilità

Iniziamo con un bel rant su quanto la gente ormai sia abituata a non prendersi responsabilità.

Ho una vasta aneddotica, e nella nautica raggiungiamo vette epiche. Quello che io sono veramente bravo a fare è trovare problemi.
Capirai: vengono a trovarmi loro direttamente, proprio suonano il campanello.

Trovato il problema, parte quindi la domanda: “a chi posso chiedere per sistemare questo problema sul sistema XYZ”?

— “Non lo so, chiedi al fornitore ABC” (chi, quello che non è stato ancora pagato?)

— “A me lo chiedi? Io due anni fa avevo segnalato il problema” (maziobono, e poi dopo che hai fatto per risolverlo? Uncazzo?)

— “Ah guarda già che sei lì apri una change request” (processo che prevede fogli excel e firme a valanga da tutti, approvazione del presidente e pubblicazione in gazzetta ufficiale)

— “Ma siamo sicuri che sia da sistemare? La garanzia è ancora attiva?” (scusa, quindi tutte le barche prodotte sinora sono fallate?)

— “Ah guarda mica l’ho fatto io, che ne so” (ma se c’è il tuo nome nel riquadro Author?)

Vabbè ascoltate faccio da solo che è meglio. Prendo il progetto se esiste, lo esamino con la matita blu e trovo il problema.

E se non esiste? Nella nautica spesso i progetti li fa il fornitore, e poi te li consegna as built. Mai una barca uguale identica all’altra, eh, mai una. Vah passami i progetti che li riguardo.

— “Eh ma questo sistema è di 5 anni fa” (appunto, esisteva già google drive)

— “No, non ho il progetto” (fornitore stronzo che ha il progetto ma non te lo vuole dare per rendersi indispensabile)

Sospiro. Ascolta vado in barca e guardo come è implementato, così posso disegnare poi io il progetto. E così succede quasi sempre: chiamo il proprietario di un’altra barca dove il sistema XYZ funziona e salgo da lui con carta, penna rossa, penna nera, penna blu e multimetro. Dopo un pomeriggio ho lo schema sul mio quaderno.

Al che per correttezza chiamo il fornitore e gli mostro dove sta il problema.

— “Ah, ma che curioso, fammi vedere.”

E il progetto magicamente appare durante la videoconferenza. Te possino.

Votare con la pancia

E questo è un problema da sempre presente nelle democrazie, che mi sembra stia peggiorando di brutto, con lo scivolamento verso destra di praticamente tutti i paesi.

Che se questo scivolamento avviene in un paese poco influente, eh amen. Incrociamo le dita per voi fratelli. Fratelli d’Italia, s’intende.

Ma se a scivolare sono gli Stati Uniti, la Francia, l’Inghilterra e la Germania, beh, non è una grande cosa. Diventeremo cinesi a furia di fargli segnare i gol a porta vuota.

Preoccuparsi del mercato

E vendere perché piovono bombe e missili sui mullah.

A propo propo proposito, mi torna in mente una perla che il sior Gigi apprezzerà:
Signore e signori, Gino Pollazzone!
https://youtu.be/ghpKanf28tI Tu vuo’ fa’ o’ Talebano
https://youtu.be/3esDn69DjTQ Ndo’ sta o’ Mullah
https://youtu.be/naEJP5qfB0c Uè Saddamme

Gli statunitensi hanno sempre avuto questo strano tic: fare volare aerei e sganciare bombe. Gli piace.

E chi ha venduto? Ahilui, si è fatto prendere dalla paura e ha perso il rally di qualche giorno fa.

Mio figlio ovviamente non ha venduto nulla, e il suo PAC su Indexa Capital ormai ha fatto 57% di guadagno.

Capito? Lui sì che non dovrà preoccuparsi. Aerei e bombe volanti permettendo.

Un abbraccio,

/PsB